
Tedofori della Tregua Olimpica, a Venezia con la Fondazione Ve.Ri.Pa.
In occasione di ogni edizione olimpica dal 1994, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adotta la risoluzione “Building a peaceful and better world through sport and the Olympic ideal” (“Costruire un mondo migliore e pacifico attraverso lo sport e l’ideale olimpico”), invitando tutti i Paesi a rispettare la Tregua Olimpica per un periodo che va da una settimana prima dell’inizio dei Giochi Olimpici a una settimana dopo la conclusione dei Giochi Paralimpici.
Nel caso di Milano Cortina 2026, grazie all’intensa attività diplomatica e promozionale della Missione Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, la Risoluzione ha raccolto la co-sponsorizzazione di 165 Paesi, che si sono uniti all’Italia nella sua promozione (contro i 77 di Parigi 2024), ed è stata approvata all’unanimità nella Sessione dell’Assemblea Generale del 19 novembre scorso.
Nel quadro del proprio Programma di promozione della Tregua Olimpica, Milano Cortina 2026 ha deciso di valorizzare il Viaggio della Fiamma Olimpica con una serie di iniziative dedicate allo Sport per la Pace.
La quarta tappa del Viaggio – prevista il 9 dicembre 2025 – si è svolta da Terni a Perugia, passando per Assisi, ed è stata dedicata alla Tregua Olimpica. Il percorso, simbolicamente legato a città della pace e del dialogo, si concluderà con celebrazioni speciali che richiamano i valori di unità, non-violenza e solidarietà.
Inoltre, in ogni tappa, in collaborazione con Associazioni di Volontariato e Istituzioni preposte, è stato/a selezionata/o un/a “Tedoforo/a della Tregua Olimpica”: una figura scelta per il proprio impegno civico nella promozione di pace e dialogo e nel sostegno alle comunità più vulnerabili, che incarni lo spirito della Tregua e testimoni l’universalità dei valori olimpici.
I tedofori della Tregua Olimpica rappresentano una novità significativa rispetto alle edizioni precedenti e introducono un elemento che ci auguriamo possa diventare parte stabile dell’eredità dei Giochi futuri. Attraverso la loro presenza, la Tregua Olimpica smette di essere soltanto un principio enunciato nei documenti ufficiali e si traduce in volti, gesti e storie concrete: un simobolo per ricordare che l’attenzione concreta a chi è in difficiltà è il primo gesto di pace.
Questi tedofori non sono soltanto portatori di una fiamma, ma ambasciatori di un messaggio: ricordano al pubblico, agli atleti e alle delegazioni che lo sport può e deve essere uno spazio di sospensione dei conflitti, di incontro tra differenze e di costruzione di ponti tra popoli e generazioni. Il loro percorso contribuisce a dare visibilità alla Tregua Olimpica, rafforzando il legame tra i valori olimpici e la comunità internazionale.
L’iniziativa si sviluppa inoltre in piena coerenza con il tema conduttore della cerimonia di apertura, ispirato all’Armonia: armonia tra persone, territori, culture e storie diverse che trovano nello sport un linguaggio comune.
Ecco quindi la scelta della Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace che parteciperà alla tappa veneziana con Simona Pinton.
La Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace è un ente attivo, secondo le forme statutarie, ai sensi della L. R. Veneto 16 dicembre 1999, n. 55, art.17. Tra i suoi fini figura la realizzazione di attività di ricerca, anche in collaborazione con istituzioni nazionali e internazionali, sulle questioni relative alla sicurezza, allo sviluppo e alla pace. A partire dal contesto socio-politico, e con un approccio interdisciplinare che unisce giuristi, politologi, economisti, sociologi e operatori sul campo, la Fondazione studia come nascono e si consolidano i processi di pace e come il diritto possa tutelare e promuovere i diritti delle persone e dei popoli. I risultati delle ricerche effettuate sono poi condivisi attraverso conferenze, seminari, pubblicazioni, percorsi formativi e iniziative pubbliche, perché la conoscenza critica diventi strumento concreto di cambiamento.
Venezia, luogo di incontro tra culture, è un osservatorio privilegiato: da qui si guarda al mondo per comprendere conflitti, transizioni democratiche e opportunità di dialogo.

Simona Pinton è Segretario Generale della Fondazione, docente a contratto presso l’Università di Padova, dove insegna diritto internazionale, diritto internazionale del patrimonio culturale, diritto penale internazionale e diritti umani. Svolge inoltre incarichi di insegnamento in atenei stranieri, tra cui l’Università di Betlemme e la Seattle University. Ha conseguito un dottorato di ricerca in diritto internazionale presso l’Università di Padova e un Master of Laws in diritto internazionale e peace-building alla Boalt Hall School of Law, University of California, Berkeley. Ha fatto parte del team della Procura presso il Tribunale penale internazionale per il Ruanda (ICTR) ad Arusha ed è esperta di osservazione elettorale, avendo partecipato a missioni per l’OSCE (Bosnia-Erzegovina, Serbia e Montenegro, Serbia, Kosovo, Albania) e per l’Unione europea (Tanzania). In qualità di consulente giuridico, collabora con l’Unione europea e il Consiglio d’Europa nella definizione e valutazione di progetti dedicati alla promozione di processi di democratizzazione, salvaguardia dei diritti umani, pace positiva e patrimonio culturale.



