
La cooperazione come strumento di pace: l’eredità di Carlo Borzaga

Il 3 marzo di due anni fa si spegneva Carlo Borzaga, studioso, docente universitario e cooperatore conosciuto a livello internazionale per aver rivoluzionato il concetto stesso di impresa e ampliato l’orizzonte dell’economia contemporanea. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo nel mondo accademico e nella comunità della cooperazione, ma il suo pensiero continua a rappresentare una bussola preziosa in un’epoca segnata da crescenti disuguaglianze, crisi ambientali, trasformazioni demografiche e conflitti.
Borzaga ha messo in discussione l’idea che l’impresa sia esclusivamente capitalistica e orientata al profitto, mostrando con rigore scientifico e passione civile che il sistema economico è molto più articolato: accanto alle imprese di capitali esistono imprese cooperative e imprese sociali capaci di coniugare efficienza economica e finalità solidaristiche. La sua intuizione più originale è stata quella di cogliere, già a partire dagli anni Settanta, l’emergere di iniziative imprenditoriali “inusuali”, nate dalla capacità della società civile di auto-organizzarsi per rispondere ai bisogni delle persone più vulnerabili e per affrontare crisi strutturali come l’emergenza abitativa, le migrazioni e le nuove povertà.
In questo contesto ha contribuito in modo determinante alla concettualizzazione dell’impresa sociale come soggetto istituzionale autonomo, non una semplice via di mezzo tra filantropia e mercato, ma una forma d’impresa in grado di integrare dimensione economica e responsabilità sociale, impresa e solidarietà.
Attraverso una produzione scientifica vastissima e un’intensa attività di formazione, ha dato vita a un filone di studi inizialmente considerato eterodosso, che nel tempo è diventato oggetto di insegnamento universitario e centro di un ampio dibattito internazionale, contribuendo anche alla crescita dell’Euricse, istituto di ricerca da lui presieduto e divenuto un punto di riferimento globale sui temi della cooperazione e dell’economia sociale, e alla fondazione della rete EMES, che ha riunito migliaia di ricercatori e ricercatrici di diversi continenti nello studio dell’impresa sociale.
Ciò che ha distinto Borzaga non è stato soltanto il contributo teorico, ma la capacità di trasformare le analisi empiriche in indicazioni concrete di policy, battendosi affinché l’impresa sociale fosse riconosciuta come pilastro del sistema economico e strumento efficace di riduzione delle disuguaglianze. Ha difeso con determinazione modelli di governance inclusivi e democratici, mettendo in guardia la cooperazione dal rischio di perdere il legame con la propria base sociale o di imitare modelli puramente capitalistici, e ha sempre sottolineato la necessità di adottare strumenti manageriali coerenti con i principi di partecipazione e mutualità. La sua voce, capace di tenere insieme analisi scientifica e responsabilità civile, appare oggi più attuale che mai, proprio perché invita a concepire l’economia come spazio di costruzione di relazioni fiduciarie e di comunità inclusive.
Per onorarne il lascito, l’Università degli Studi di Trento, Euricse e la Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace, insieme alle principali reti internazionali di ricerca sulla cooperazione, hanno istituito un Premio di dottorato dedicato al ruolo delle cooperative nella costruzione di percorsi di pace, con l’obiettivo di valorizzare studi capaci di indagare come e perché la cooperazione contribuisca alla coesione sociale, integrando obiettivi economici, sociali ed ecologici attraverso la partecipazione attiva della cittadinanza. Il premio, rivolto a dottori e dottoresse di ricerca di università italiane e straniere, guarda alla cooperazione come a uno strumento in grado di costruire comunità inclusive, in cui la pace sia al tempo stesso mezzo e fine dello sviluppo sostenibile.
In occasione dell’iniziativa interverrà anche la professoressa Margie Mendell della Concordia University, figura di riferimento internazionale negli studi sull’economia sociale e co-fondatrice del Karl Polanyi Institute of Political Economy, a testimonianza della portata globale del pensiero di Borzaga. In un tempo di poli-crisi e smarrimento collettivo, la sua eredità ci ricorda che l’economia non è neutrale ma può diventare uno strumento di inclusione, giustizia e pace, e che costruire un modello di sviluppo fondato su democrazia, solidarietà e partecipazione non è un’utopia, bensì una responsabilità condivisa che chiama in causa istituzioni, studiosi e nuove generazioni.



